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Città rossa, interni al margine.

2025

Città Rossa, interni al margine è una riflessione visiva sull’abitare urbano contemporaneo, sviluppata nella città di Palermo, luogo di fratture storiche, sociali e politiche. Il progetto indaga lo spazio domestico come margine abitato, limite dove la città viene percepita e attraversata tangenzialmente. Balconi, terrazze e finestre diventano dispositivi di osservazione: superfici di separazione e insieme di esposizione, plinto che amplifica la distanza con la dimensione collettiva, luogo sub-luogo, spazio in uno spazio. In questa prospettiva, la città appare come una costellazione di isole visive, frammenti di territorio osservati da posizioni isolate, condizione geografica, dispositivo percettivo e anomia allo stesso tempo.

Il progetto si inserisce in continuità con le trasformazioni avvenute durante e dopo la pandemia, quando gli spazi intermedi dell’abitare hanno assunto un ruolo centrale come estensioni temporanee dell’esterno.

Oggi questi elementi persistono come soglie permanenti, confini entro cui la vita quotidiana si organizza in una città che è fondale distante, presente ma inaccessibile. L’intervento cromatico è parte strutturale dell’opera. Le immagini in origine mostrano in primo piano elementi architettonici illuminati da una luce verde, successivamente neutralizzata tramite l’applicazione di un filtro cromatico complementare, opposto e amplificatore della distanza di banda (Itten). Questo produce, oltre il primo piano ordinario, una dominante rossa sullo sfondo urbano, virando il dispositivo in segnale luminoso, urgente e teso.

La dimensione installativa si configura come un altare laico contemporaneo, ispirato iconograficamente all’altare del tempio di Marte raffigurato nell’affresco San Filippo scaccia il drago dal tempio di Marte. L’osservatore assume una posizione di testimone sulla soglia, di un divino che è rosso, marziale, costante motore dell'uomo. Le immagini, accostate in modo serrato, costruiscono un orizzonte instabile, in cui i punti di vista si sommano senza mai ricomporsi in una totalità. 

presentazione dispay 2 serie citta rossa

Il mondo è uno, 19 artisti rileggono il "Trittico italiano" di Yiannis Ritsos, a cura di Francesco Piazza.

Aprire/ottobre 2026 

Oratorio San Rocco, Museo d'arte contemporanea di Trapani.

Sono solo o non sono, 

Polittico delle catastrofi o degli elementi, Stampa Glicée, dimesioni variabili, 2025

Polittico del percorso comune, Stampa Glicée, dimesioni variabili, 2025

Un grande poeta europeo del Novecento, i suoi viaggi in Italia, il paesaggio contemporaneo
attraversato da tensioni ambientali, politiche e simboliche.

Da quei viaggi prende forma il cuore del progetto espositivo. Diciannove artisti contemporanei —
Roberto Amoroso, Paolo Assenza, Marco Bettio, Gianluca Capozzi, Tiziana Cera Rosco, Nicola
Console, Luca Coser, Alessandro Di Giugno, Giorgio Distefano, Giovanni Gaggia, Filippo La Vaccara,
Andrea Mangione, Simone Meneghello, Stefania Orrù, Alessandro Saturno, Alessandro Signorino,
Milena Sgambato, Cécile Donata Soupama e Samantha Torrisi — rileggono altrettante poesie del
«Trittico Italiano», composte tra il 1976 e il 1980, assumendole come punto di partenza e non
come modello da tradurre. A ciascuno è stata affidata una poesia secondo risonanze biografiche,
simboliche ed emotive: non un’operazione illustrativa, ma un processo di trasfusione in cui la
parola poetica diventa innesco per un’indagine sul presente.
«La mostra nasce dall’idea che la parola poetica possa agire come una lente rifrangente», afferma
il curatore Francesco Piazza. «Non ho chiesto agli artisti di illustrare i testi, ma di percorrerli. Il
paesaggio che emerge è un campo di forze: luogo in cui si inscrivono bellezza e rovina, memoria e
abbandono, resistenza e oblio. L’attraversamento artistico diventa così una pratica di attenzione,
capace di far emergere le fratture del nostro tempo — dall’erosione ambientale alla perdita di
senso collettivo — insieme alla possibilità di un immaginario alternativo».
Figura centrale della «Generazione degli anni Trenta», Yannis Ritsos fu protagonista della
resistenza culturale greca contro i regimi autoritari. Militante comunista, perseguitato e confinato
nei campi di Ghiaros e Leros durante la dittatura dei colonnelli, trasformò la poesia in strumento di
testimonianza civile. Autore di circa 150 raccolte, candidato nove volte al Premio Nobel, ricevette
nel 1976 il Premio Lenin per la pace.
Il titolo della mostra — tratto dalla seconda raccolta del «Trittico» — continua Francesco Piazza,

non allude a un’unità pacificata, ma a una consapevolezza storica: ogni frammento del reale reca i
segni della lotta e della speranza. “Il mondo è uno” si configura così come uno spazio in cui si
incontrano Grecia e Italia, parola e immagine, memoria e contemporaneità.
«Per noi una nuova grande opportunità per proseguire il rapporto con la contemporaneità in tutte
le sue espressioni - afferma don Liborio Palmeri, direttore del Museo San Rocco. - Con questa
mostra è come se Yannis Ritsos scrivesse una poesia anche per la nostra città di Trapani,
attraverso la sua voce “trasformata” in opere dai 19 artisti. Ancora una volta a Trapani, grazie
all’arte, “Il mondo si fa uno”».
Il progetto è patrocinato dall’Ambasciata di Grecia in Italia e sostenuto dalla Fondazione Orestiadi
di Gibellina che ha curato l'edizione del catalogo. È prodotto in collaborazione con Oratorio San
Rocco – Museo d’Arte Contemporanea, Trapani e Galleria NomadArtCollective, Sambuca di Sicilia.
Produzione e allestimento: Marabù Eventi e Servizi, Palermo .


Francesco Piazza, Aprile 2026


La poesia prevede un confronto solitario a singolar tenzone, è tran-temporale, non univoca, frutto di sintesi ed immanenza, delizioso viaggio nella soggettiva dell’autore. Autentica, da senso ad ogni domanda qualora gli venga posta. Parole che descrivono passanti che non condividono sguardi sono gli stessi le cui braccia sono poi pesci che nascondono segreti nel fondo del mare. Edificare mondi è conferma del mistero della fede.

Alessandro Di Giugno per “Sono solo o non sono” 2026

 

MezzocieloRivista di politica cultura e ambiente pensata e realizzata da donne.

 

N°1, 2026.​​

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