Città rossa, interni al margine.
2025
Città Rossa, interni al margine è una riflessione visiva sull’abitare urbano contemporaneo, sviluppata nella città di Palermo, luogo di fratture storiche, sociali e politiche. Il progetto indaga lo spazio domestico come margine abitato, limite dove la città viene percepita e attraversata tangenzialmente. Balconi, terrazze e finestre diventano dispositivi di osservazione: superfici di separazione e insieme di esposizione, plinto che amplifica la distanza con la dimensione collettiva, luogo sub-luogo, spazio in uno spazio. In questa prospettiva, la città appare come una costellazione di isole visive, frammenti di territorio osservati da posizioni isolate, condizione geografica, dispositivo percettivo e anomia allo stesso tempo.
Il progetto si inserisce in continuità con le trasformazioni avvenute durante e dopo la pandemia, quando gli spazi intermedi dell’abitare hanno assunto un ruolo centrale come estensioni temporanee dell’esterno.
Oggi questi elementi persistono come soglie permanenti, confini entro cui la vita quotidiana si organizza in una città che è fondale distante, presente ma inaccessibile. L’intervento cromatico è parte strutturale dell’opera. Le immagini in origine mostrano in primo piano elementi architettonici illuminati da una luce verde, successivamente neutralizzata tramite l’applicazione di un filtro cromatico complementare, opposto e amplificatore della distanza di banda (Itten). Questo produce, oltre il primo piano ordinario, una dominante rossa sullo sfondo urbano, virando il dispositivo in segnale luminoso, urgente e teso.
La dimensione installativa si configura come un altare laico contemporaneo, ispirato iconograficamente all’altare del tempio di Marte raffigurato nell’affresco San Filippo scaccia il drago dal tempio di Marte. L’osservatore assume una posizione di testimone sulla soglia, di un divino che è rosso, marziale, costante motore dell'uomo. Le immagini, accostate in modo serrato, costruiscono un orizzonte instabile, in cui i punti di vista si sommano senza mai ricomporsi in una totalità.







